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Tramonto Si può arrivare ad Ischia unicamente dal mare. Così l' "isola verde", la più grande del golfo di Napoli, si rivela ai suoi visitatori a poco a poco, quasi titubante. L'Epomeo, con i suoi 788 metri l'altura più elevata dell'isola, è il primo elemento a stagliarsi sul mare blu; poco dopo si possono riconoscere i contorni dell'imponente castello aragonese, avvolto nella leggenda. Poi, lentamente, iniziano a prendere contorno colline verdi, case color pastello e spiagge bianche.In mezzo al trambusto dei traghetti che salpano e approdano, al rumore dei caratteristici microtaxi semiscoperti, dei carretti trainati dagli asini e degli abitanti che parlano ad alta voce si comincia a sentire l'effetto magico dell'isola. Ischia, con i suoi 50.000 abitanti nei sei comuni di Ischia (con Porto, Ponte e Campagnano) Casamicciola Terme, Forio (con Panza), Lacco Ameno, Serrara Fontana (con Sant'Angelo) e Barano, sui suoi 46 chilometri quadrati offre a tutti un posto al sole mediterraneo e dai suoi stabilimenti termali pubblici e privati, sgorgano acque salutari. La sua origine vulcanica rende il suo suolo estremamente fertile, su cui cresce tutto l'anno, anche durante i miti inverni, una vegetazione straordinaria, che fa di Ischia l' "isola verde". Sembra che già gli dei, capitando sull'isola, vi si fermassero a gozzovigliare. Ulisse fu ospite del re dei Feaci Alcinoo sul colle di Castiglione; Afrodite, dea della bellezza, s'immergeva nelle sue acque termali, l'arcangelo Michele fece qui una sua apparizione, dando il suo nome alla punta più a sud dell'isola, Sant'Angelo. La grotta della Sibilla venne così chiamata per la leggendaria indovina che aveva cercato qui rifugio. E Casamicciola ricorda ancor oggi la guarigione di una donna greca di nome Mezula o Nizzola grazie alle sue acque termali. A dedurre dai resti archeologici ritrovati, Ischia era abitata già in epoca preistorica. Certo è che l'isola fu la prima colonia greca nel Mediterraneo, fondata da coloni provenienti da Eubea intorno all'800 a.C., che la chiamarono "Pithekusa" o ,Pithekusai". Essi si stabilirono presso l'odierno Monte Vico e denominarono il luogo con il nome del vasellame d'argilla che preparavano e che costituiva la principale risorsa economica dell'isola. Nel museo archeologico di Lacco Ameno si trovano i resti più belli. Poi fu la volta dei Romani, che scoprirono altre fonti e costruirono le prime terme. L'imperatore Augusto, nell'anno 29 a.C., cedette l'isola a Napoli, ricevendo in cambio Capri. Fu così che Ischia rimase fino al 1130 in mano ai napoletani e perciò a partire dal VII secolo passò in mano a Bisanzio, rimanendo però autonoma, con un suo proprio governatore. Nel 1135 l'isola perse l'indipendenza, divenendo parte dell'impero normanno. Seguirono gli Hohenstaufen ed il casato francese degli Angiò, sotto il cui dominio nel XIV secolo ci fu l'ultima violenta eruzione nei pressi dell'odierna Fiaiano. La colata di lava scivolò in mare passando tra l'odierna Ischia Porto e Ischia Ponte, distruggendo così la città di Geronda. Ma torniamo alla storia e alle lotte tra gli Angiò e gli Aragonesi, che Alfonso d'Aragona, soprannominato "il Magnanimo" riuscì a concludere a suo favore. All'inizio del XV secolo egli fece ampliare il castello, che già dai tempi di Gerone rappresentava un sicuro luogo di rifugio davanti al nemico, e fece costruire un ponte di pietra che lo collegava al resto dell'isola. Sotto di lui il castello aragonese divenne un importante centro politico e culturale. Le donne rivestirono qui un ruolo fondamentale: innanzi tutto Lucrezia d'Alagno, la favorita di Alfonso, poi soprattutto la famosa poetessa Vittoria Colonna, che nel 1509 s'era unita in matrimonio al conte Ferrante D'Avalos nella cattedrale del castello. Mentre Vittoria componeva sonetti al castello, Ischia andava armandosi contro eventuali attacchi nemici. Nella parte ovest dell'isola, a Forio, vennero innalzate numerosi torri di guardia e di difesa. E alla fine del XVI secolo quando i Saraceni si limitarono ad attaccare le navi in mare, gli insediamenti sull'isola cominciarono ad estendersi. Dopo la dominazione degli Asburgo di Spagna, l'isola passò dapprima sotto il dominio austriaco poi, fino al 1860, sotto quello borbonico. Il medico di Carlo III, Francesco Bonacore, ischitano, costruì sul colle che sovrasta oggi Ischia Porto un palazzo adibito a casa di riposo e sanatorio, che verso il 1800 venne acquistato dalla famiglia reale per farne la sua residenza estiva. Nel 1854 Ferdinando Il lo fece collegare al mare, realizzando così un porto ben protetto. Nel 1806, durante la guerra contro Napoleone, gli inglesi attaccarono l'isola ed il castello divenne una prigione. In seguito alla cacciata dei Borboni compiuta da Garibaldi e all'incoronazione di Vittorio Emanuele I a re d'Italia, anche Ischia passò in mano ai Savoia. Dopo gli ultimi terremoti, avvenuti tra gli anni 1828 e 1883, s'instaurò finalmente la pace sull'isola, che d'allora in poi poté offrire le sue bellezze e i benefici delle sue acque termali a turisti provenienti da tutto il mondo ed iniziò ad attirare i notabili quale centro turistico per eccellenza. Altezze reali, come ad esempio Ludwig I di Baviera con la sua amante, la marchesa Marianna Fiorenzi, che si recava ad Ischia per curare i suoi reumatismi, artisti, sia pittori e poeti che attori cinematografici, o ancora industriali, che facevano costruire qui i loro sfarzosi palazzi - tutti apprezzavano le qualità terapeutiche di quest'isola paradisiaca del Mediterraneo. Oggi l'isola di Ischia, che dal 1958 con un sistema di tubature collegate alla terraferma è riuscita a risolvere anche il problema dell'acqua potabile, è un insieme curioso di gran mondo e di semplici villeggianti, di turisti in cura e contadini del luogo. Chi parte in esplorazione, abbandonando i tipici percorsi turistici, ritrova sempre il vecchio fascino dell'isola e dei suoi abitanti: magari chiacchierando in una delle gallerie d'arte di Ischia Ponte, o passeggiando per le stradine della parte vecchia di Forio oppure salendo sull'Epomeo, a piedi o a dorso di mulo, in entrambi i casi un percorso decisamente arduo. Ma ripaga delle fatiche la veduta panoramica dell'intera isola, di Capri, del golfo di Napoli fino a Sorrento e la costa amalfitana. Nelle stradine dei villaggi di montagna di Serrara Fontana e Barano a volte il tempo sembra essersi fermato e a Panza, i viticoltori vendemmiano ancora alla vecchia maniera, mentre le donne portano le ceste piene d'uva sulla testa. E la vecchia bottegaia col grembiule da cucina si procura anche di domenica pomodori freschi e uova e ci svela con orgoglio la ricetta per lo stufato di coniglio. Tutto questo è lontano mille miglia dagli eleganti negozi di via Roma e di Via Vittoria Colonna, tra Ischia Porto e Ischia Ponte, lontano dall'operoso andirivieni del porto, con i ristoranti tipici di pesce, i traghetti ed i negozi di souvenir. Sant'Angelo, il villaggio di pescatori all'estremo sud dell'isola ancor oggi vietato alle automobili, nonostante i ristoranti ed i negozi esclusivi è rimasto ancora al suo stato originale. Chi non se la sente di fare lunghe passeggiate a piedi può recarsi in barca fino a Cavascura, dove le cabine, come ai tempi degli antichi Romani, sono ancora oggi scavate nel tufo. Quest'impianto si trova ad un'estremità della spiaggia di Maronti, che s'estende per quasi tre chilometri ed è la spiaggia più lunga di tutta l'isola, con una sabbia fine e scura, d'origine lavica, che le fumarole rendono talmente calda che in ottobre vi si possono ancora fare sabbiature. Altrettanto bella e grande è la spiaggia di Citara con i Giardini di Poseidon, lo stabilimento termale più rinomato dell'isola, estremamente curato e dotato di venti vasche. E la lista potrebbe continuare: ad esempio con i giardini tropicali di Villa Mortella, il Caffé Internazionale, dove una volta da Maria Senese bevevano il caffè artisti famosi o il laboratorio di ceramica dei fratelli Mennella a Casamicciola, di lunga tradizione. Le bellezze naturali contribuiscono a far sì che qui s'affronti la vita quotidiana contenti e rilassati, si faccia volentieri festa e si mangi e si beva con gusto. Affiora l'immagine della "bell'Italia" piena gioia di vivere. Gli abitanti di Ischia genere sono spensierati e fondamentalmente onesti; molti lasciano ancora o tranquillamente aperta la porta di casa o dell'auto. Pieni d'entusiasmo vogliono mostrare ai turisti le bellezze della loro isola e molti sono disposti a rinunci ad un lavoro più lucrativo sulla terra ferma pur di rimanere al paese natìo.

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