IL PERIODO NAPOLEONICO


Il malcontento non tardò a manifestarsi, provocato soprattutto dal grave peso del mantenimento dei francesi, dai soprusi e dalla soppressione di monasteri e confraternite religiose.
Perciò quando, nel 1799, la Francia fu sconfitta e dovette cedere la Lombardia all'Austria, che soppresse tutte le leggi del sistema democratico, il ritorno alle vecchie istituzioni fu accolto in Brescia con gioia. Questa gioia durò ben poco perché per 13 mesi le imposte e i saccheggi dissanguarono la città.

Nel Maggio 1800 i francesi tornarono in Italia; al loro fianco marciava la Legione Italica che, al comando del generale bresciano Giuseppe Lechi, raccoglieva il fiore dei patrioti italiani.
Il 10 giugno í francesi rientrarono in città e ricostituirono la Repubblica Cisalpina, che divenne Repubblica Italiana nel (1802) e poi Regno d'Italia (1805).

Gli anni seguenti furono per Brescia tranquilli e fervidi di idee. Fiorirono le arti e le lettere, anche grazie alla stimolante presenza di Ugo Foscolo che a Brescia stampò I Sepolcri, e visse e lavorò per circa 6 mesi.

Alla caduta di Napoleone, gli austriaci rientrarono in città (27 aprile 1814); il fatto provocò un'immediata rivolta animata da Giuseppe e Teodoro Lechi, valorosi generali napoleonici. che però fu subito domata.





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