I CAROLINGI
Di Brescia carolingia si sa poco perchè scarsi sono i
documenti e spesso poco attendibili in quanto romanzati;
certamente anch'essa fu sottoposta al regime feudale,
introdotto dai franchi, che si basava sul vassallaggio.
Tutto il territorio fu suddiviso in comitatus, posti sotto la
giurisdizione di un conte, che sostituivano i ducati longobardi.
Alla morte di Carlo Magno il Sacro Romano Impero cominciò a
declinare; gli imperatori che gli succedettero non avevano la sua
personalità e ben presto l'Italia divenne il campo di battaglia
dei signori che miravano a farsene sovrani.
Presso Brescia, nell'888, si ebbero i primi scontri fra Guido,
duca di Spoleto,e Berengario del Friuli, incoronato re d'Italia
quello stesso anno, ma le armi non risolsero la contesa.
Nell'894 Guido morì e Berengario si diede allora a consolidare
il suo dominio sull'Italia. Nell'899, però, l'invasione degli ungari
lo distolse dall'impresa; dopo aver tentato inutilmente di respingerli,
fu sconfitto sul Brenta e perse, con la battaglia, anche parte del suo
prestigio politico.
Nei primi anni del X secolo, quindi, a nuove incursioni ungare si
aggiunsero le contese fra Berengario e i grandi feudatari: contro
questi ultimi Berengario assoldò gli ungari. Seguirono anni terribili
per l'Italia, disputata da vari signori, saccheggiata dai barbari,
percorsa da eserciti che dai barbari nulla avevano da imparare.
I bresciani fortificarono il loro Castello sul Cidneo e ne edificarono
molti altri nel territorio a difesa delle popolazioni; venne costituita
una milizia cittadina, preludio all'autonomia comunale che non avrebbe
tardato molto a diffondersi.
Nel 951 scese in Italia Ottone I di Sassonia chiamato da Adelaide,
vedova del re d'Italia Lotario, che Berengario II d'Ivrea teneva
prigioniera a Garda. Ottone sconfisse Berengario, sposò Adelaide e
si proclamò re a Pavia, quindi si diede a sistemare l'Italia.
Nel 962 fu incoronato a Roma imperatore del Sacro Romano Impero. Per
tentare di porre un freno allo strapotere dei feudatari, egli
attribuì al clero poteri politici; la conseguenza fu che i vescovi,
già importanti, si sostituirono ai conti e divennero potenti come i
grandi feudatari laici che l'imperatore aveva inteso contenere.
Siamo ormai verso il Mille, e il regime feudale comincia a mostrare i
chiari segni della decadenza.
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