I LONGOBARDI
Nei primi mesi del 569 (o 568) i longobardi di Alboino,
minacciati dagli avari, lasciarono la Pannonia, dilagarono nel
Friuli e in breve tempo si impadronirono delle principali città
italiane. Il nuovo regno fu diviso in 36 ducati e Brescia divenne,
con Rotari, sede di uno di essi. A contatto con la più raffinata
civiltà romana e con il cristianesimo, e grazie alla progressiva
fusione con i latini, i longobardi si evolvettero rapidamente e fra
la fine del VII secolo e la prima metà dell'VIII si manifestò un
grande risveglio che investì l'economia, l'arte, la vita sociale
con effetti assai benefici.
Con Desiderio (756-774), che prima di diventare re era stato duca
di Brescia, la città fu dotata di un nuovo acquedotto (760) e
abbellita con molte altre opere. Nel 753 venne fondato il convento
delle benedettine di S. Salvatore, detto di S. Giulia dopo il 920;
nel 758 sorse quello dei benedettini, a Leno.
Purtroppo i contrasti con la Chiesa si acuirono. Con i suoi
predecessori tali contrasti avevano portato all'intervento dei
franchi a favore del papa, per cui Desiderio aveva cercato di
premunirsi dando in sposa la figlia Desiderata (la famosa Ermengarda
manzoniana) a Carlo, il futuro Carlo Magno. Gli amichevoli rapporti
con i franchi, tuttavia, cessarono all'insorgere di nuovi contrasti
con Roma e Carlo Magno intervenne di persona. Nel 772 ripudiò
Desiderata (che si rifugiò a Brescia nel monastero di S. Salvatore
dove morì) e nel 773 scese in Italia e assediò Desiderio a Pavia e
quindi Adelchi a Verona. Verona cedette e Adelchi riparò a
Costantinopoli, mentre Pavia si arrendeva il 7 giugno 774, dopo quasi
10 mesi di assedio. Desiderio fu mandato in Francia e finì i suoi
giorni nel monastero di Corbie.
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