IL PERIODO ROMANO


Nell'89 a.C. con la lex Pompeia, Brescia ottenne il diritto latino e nel 49 a.C. Cesare fece di essa un municipio romano con la legge che concedeva la cittadinanza ai transpadani.
Verso il 26 a.C. Augusto la chiamò Colonia civica augusta Brixia e iniziò la costruzione dell'acquedotto, terminato poi da Tiberio, che dalla Val Gobbia, presso Lumezzane, la riforniva di acqua. Brescia ebbe in questo periodo un proprio consiglio comunale di cento membri e magistrati propri, i più alti dei quali erano i duumviri. Nel 73 d.C. la città aiutò forse Vespasiano nella sua lotta contro Vitellio, ed egli la premiò facendovi erigere il Capitolium, un tempio magnifico. Si diffondeva intanto, anche se lentamente, la religione cristiana. Delle prime comunità cristiane di Brescia si sa assai poco. Dei santi Faustino e Giovita, per esempio, si sa di certo solo che subirono il martirio intorno al 130.

Verso la fine del III secolo la Chiesa bresciana fu staccata da quella milanese. Il cristianesimo venne diffuso da santi vescovi tra i quali spiccano S. Apollonio (inizio del IV secolo), S. Filastrio (365-387) e S. Gaudenzio (390-410) che per la sua eloquenza e dottrina fu annoverato fra i Padri della Chiesa.

Nel V secolo la parte alta delle valli fu evangelizzata dal vescovo di Trento S. Vigilio e la riviera gardesana dal vescovo di Verona S. Zenone.
La fede fu forse l'unico conforto che ebbero gli abitanti del Bresciano in questi secoli: dalla fine del IV, infatti, si succedettero le invasioni barbariche.





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